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EUR
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Lmwdw'mweaE.U.R. mweqmwegEsposizione Universale di Roma (già mwewE42 mwfaEsposizione Universale 1942) è un complesso mwfqurbanistico e mwfgarchitettonico di mwfwRoma.
La zona venne progettata negli anni 1930 per la costruzione della sede dell'mwgqEsposizione universale di Roma, dal cui acronimo ha assunto il nome, prevista per il 1942 ma che non ebbe mai luogo a causa dell'inizio della mwggseconda guerra mondiale; il complesso fu completato nei decenni successivi, modificando e ampliando il progetto originario. Ospita alcuni esempi di mwgwarchitettura monumentale, che convivono con edifici moderni edificati nei decenni successivi, con la maggior parte degli edifici che è di proprietà della mwhasocietà omonima di proprietà statale.
Il toponimo è utilizzato anche per indicare il mwhgXXXII quartiere di Roma e la mwhwzona urbanistica 12A.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Il progetto originario
Gli edifici originali dell'E42
• Porta e Piazza Imperiale
• Palazzo dell'Arte Antica
• Palazzo dell'Arte Moderna
• Palazzo dell'Acqua e della Luce
Nel 1935 il mwkagovernatore di Roma, mwkqGiuseppe Bottai, propose a mwkgMussolini di candidare la capitale per la futura mwkwesposizione universale del 1942, che avrebbe permesso di celebrare i vent'anni della mwlamarcia su Roma e proporre il successo del mwlqfascismo di fronte a un pubblico internazionale. Il governo sostenne l'iniziativa con la creazione di un apposito mwlgente autonomo - l'Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma - presieduto dal mwlwsenatore mwmaVittorio Cini.cite-ref-1[1] Fu scelta la mwnqzona delle Tre Fontane, preferita per collegare idealmente la Roma imperiale, rappresentata dalle mwngTerme di Caracalla, con il mwnwmar Tirreno lungo la mwoavia Imperiale (oggi via Cristoforo Colombo): il nuovo quartiere fu progettato per essere il terzo polo di espansione a sud-ovest della città. Questa area meridionale di Roma era estranea al mwoqpiano regolatore del 1931, che richiese di adottare alcune norme per consentire la realizzazione del progetto: un'apposita commissione approvò le norme attraverso alcuni piani particolareggiati esecutivi.
Il senatore Cini propose la collaborazione di numerosi architetti italiani - mwowGiuseppe Pagano, mwpaLuigi Piccinato, mwpqLuigi Vietti, mwpgAdalberto Libera, mwpwGaetano Minnucci, mwqaErnesto Lapadula, mwqqMario Romano, mwqgLuigi Moretti - sotto il coordinamento tecnico di mwqwMarcello Piacentini, già apprezzato dal regime fascista per il suo mwraclassicismo essenzializzato.cite-ref-2[2] Il governatorato ebbe ingenti risorse finanziariecite-ref-3[3] per gli espropri dei circa 400 ettari di estensione del progetto e la costruzione degli edifici; il progetto principale fu completato solo nel 1938. I lavori ebbero inizio il 26 aprile 1937, quando Mussolini piantò un mwtqpino romano sul luogo dove sarebbe nato il nuovo quartiere romano.
Il quartiere fu ispirato, secondo l'ideologia del mwtwfascismo, all'mwuaurbanistica classica romana, apportandovi gli elementi del mwuqrazionalismo italiano: la struttura prevede un impianto vario ad assi ortogonali ed edifici architettonici maestosi e imponenti, massicci e squadrati, per lo più costruiti con marmo bianco e travertino a ricordare i templi e gli edifici della Roma imperiale. L'elemento simbolo di questo modello architettonico è il mwugPalazzo della Civiltà Italiana, soprannominato "Colosseo Quadrato". Tuttavia l'esposizione universale non ebbe mai luogo a causa del ritardo dei lavori di costruzione, dell'improvvisa morte del governatore mwuwPiero Colonna e dei preparativi per la partecipazione italiana alla mwvaseconda guerra mondiale: il progetto originario non fu mai portato a termine e i lavori vennero interrotti nel 1942. La maggior parte delle opere furono destinate a rimanere incompiute; altre, come per esempio il teatro sulla piazza Imperiale, non furono mai iniziate.cite-ref-eur-4-0[4] Nonostante ciò, l'Esposizione favorì l'esecuzione di un complesso di opere e servizi che successivamente avrebbe favorito la formazione di un nuovo quartiere. Il progetto fu ridefinito e completato nei decenni successivi con edifici moderni, palazzi congressuali e architetture sportive.
Nel 1944 il territorio dell'Eur fu occupato dalle forze armate tedesche che dal mare avanzavano verso Roma e fu usato come luogo di accantonamento delle truppe; il Palazzo della Civiltà Italiana fu trasformato in officina di riparazione, mentre il villaggio operaio fu trasformato in caserma. I tedeschi avevano completamente svuotato gli edifici, in particolare avevano portato via tutta l'attrezzatura del ristorante per equipaggiare le loro mense militari; i civili svuotarono il villaggio operaio. Quando i tedeschi cominciarono la ritirata abbandonando Roma, il 2 giugno 1944, all'Eur furono sostituiti dagli alleati; dopodiché rimase vuota e inabitabile.cite-ref-5[5] Dell'impresa E42 nel dopoguerra rimangono solo ruderi e spazi non edificati non collegati alla città, ma è proprio da qui che riparte lo sviluppo dell'Eur, che a partire dai primi anni 1950 rappresentò il caso esemplare della ricostruzione del dopoguerra, che fu alla base della ripresa economico-sociale italiana. Il verde, grande carenza di Roma, sarebbe stata la caratteristica, la specialità dell'Eur. Dunque, un quartiere-parco, di cui occorreva potenziare le qualità urbane. Oltre all'edilizia residenziale era fondamentale il completamento degli edifici storici: furono completati l'edificio degli Uffici, il Palazzo della Civiltà Italiana, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi, una parte del complesso delle Esedre (oggi piazza delle Nazioni Unite), una parte della piazza Imperiale (oggi piazza Guglielmo Marconi), una parte del Palazzo delle forze armate, destinato ora a sede dell'Archivio centrale dello Stato, l'ex Ristorante Ufficiale, che ora ospita un bar ed uffici di mwygRoma Capitale. Negli edifici storici di piazza Italia si insediano importanti musei: il museo della Civiltà romana, il museo delle Arti e delle Tradizioni popolari, il museo Pigorini e il museo dell’Alto Medioevo. Inoltre, venne completata la viabilità e vennero sistemate le zone parco.cite-ref-eur-4-1[4]
Dal 1955 progettarono di trasferirsi all'Eur i ministeri mwbadelle finanze, mwbqdella sanità, mwbgdelle comunicazioni, mwbwdel commercio estero e mwcadella marina mercantile. Arrivarono all'Eur l'mwcqEni, l'mwcgINPS, l'mwcwAlitalia, la mwdaEsso, la mwdqImmobiliare, la mwdgSIAE, l'mwdwICE.
L'evoluzione contemporanea
Negli ultimi decenni il quartiere ha assunto una funzione residenziale e commerciale, grazie alla sua posizione decentrata e alla vicinanza alle principali infrastrutture per il trasporto, ospitando sedi centrali o periferiche di enti pubblici e di imprese - ministeri mwewdello sviluppo economico, mwfadelle infrastrutture e dei trasporti, mwfqICE, mwfgSIAE, mwfwINAIL, mwgaINPS - e privati - mwgqConfindustria, mwggUniCredit, mwgwPoste italiane, mwhaEni, mwhqIliad Italia, mwhgAbbVie, mwhwQ8, mwiaProcter & Gamble, mwiqEngineering, mwigMicrosoft, mwiwUnilever, mwjaAccenture, mwjqBristol-Myers. Nell'ottobre 2004 il quartiere ha ospitato la conferenza intergovernativa dell'mwjgUnione europea. Gli ultimi progetti di riqualificazione hanno contribuito alla progettazione di nuovi edifici architettonici, come il mwjwNuovo Centro Congressi, noto come Nuvola, su progetto di mwkaMassimiliano Fuksas.
In occasione delle mwlgOlimpiadi di Roma del 1960, l'EUR ha subito un ulteriore sviluppo urbanistico e architettonico che ha fatto decollare l'immagine pubblica del quartiere, proseguito poi fino ai giorni nostri. Con la fine degli anni 1960 si conclude il primo lungo ciclo evolutivo dell'Eur, coincidente con la ripresa e il suo rilancio come istituzione pubblica dalla riconosciuta funzione di centralità.cite-ref-eur-4-2[4] Oggi l'EUR è sede del più importante polo finanziario e terziario della capitale e tra i maggiori d'mwmwItalia con la presenza di numerose sedi di mwnabanche italiane quali mwnqUniCredit, mwngBNL, mwnwFideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking, mwoaPoste italiane oltre alla presenza di palazzi e uffici pubblici e privati (mwoqINPS, mwogMinistero dello sviluppo economico, mwowMinistero della salute, mwpaEni, ecc.) e un polo museale, risultando oggi l'area più attiva della capitale dal punto di vista economico.
Nell'ottobre del 2021 il quartiere ha ospitato il mwpgG20, che si è svolto al mwpwNuovo Centro Congressi.
Proprietà degli immobili
Gran parte del patrimonio mobiliare e immobiliare del quartiere è di proprietà di mwqwEUR S.p.A. (già Ente EUR), partecipata al 90% dal mwraMinistero dell'economia e delle finanze e al 10% da mwrqRoma Capitale.cite-ref-6[6]
L'Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma gestisce l'organizzazione del quartiere in parziale autonomia dal Comune di Roma. Istituito con legge del 26 dicembre 1936, n. 2174, è stato in seguito trasformato in mwswsocietà per azioni.
Galleria d'immagini
Note
cite-note-22. ↑ mw6gmw6wRobert A. M. Stern, mw7aClassicismo moderno, Milano, Di Baio Editore, 1990, pp.mw7q 45-47, mw7gSBNmw7w mw8aVEA0016729.
cite-note-33. ↑ mw9qmw9gDecreto-leggemw9w mw-a21 agosto 1937, n. 1615, in materia di "mw-qProvvedimenti per l'esecuzione dei lavori connessi con l'Esposizione universale di Roma e l'acceleramento dell'attuazione del piano regolatore di Roma"
cite-note-55. ↑ mwaqkItalo Insolera e Luigi Di Majo, mwaqomwaqsL'Eur e Roma dagli anni 30 al 2000, Bari, Laterza Editori, 1986.
cite-note-66. ↑ mwaq8mwaramwareEUR Spa - La missione, su mwariromaeur.it, EUR Spa, 19 giugno 2008. mwarmURL consultato il 19 giugno 2008 mwarq(archiviato dall'mwaruurl originale il 2 agosto 2014).
Bibliografia
• Leonardo Benevolo, mwarkStoria dell’architettura moderna, Laterza, 2003.
• Carlo Bertilaccio, mwarsEUR SpA e il Patrimonio di E42 manuale d'uso per edifici e opere, Palombi, 2004.
• Maurizio Calvesi, mwar0E42. Utopia e scenario del Regime, Marsilio, 1987.
• Monica Colombo, mwar8I maestri dell'architettura. Razionalismo, Hachette, 2009, 58-64.
• Kenneth Frampton, mwaseStoria dell'architettura moderna, Zanichelli, 2006.
• Riccardo Mariani, mwasmE42 un progetto per l'Ordine Nuovo, Edizioni Comunità, 1987.
• Alessandra Muntoni, mwasuLineamenti di storia dell’architettura contemporanea, Laterza, 2005.
• Paolo Scattoni, mwascL'urbanistica dell'Italia contemporanea. Dall'unità ai giorni nostri, Newton & Compton, 2004.
Voci correlate
• mwassEUR (azienda)
• mwas0Europa (Roma)
• mwas8Eur (zona di Roma)
• mwateCentro Mondiale Commerciale
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